Piccola premessa: JustKnock è nato qualche settimana prima di questo articolo di Mashable: segno del destino. Tale articolo, scritto da Jillian Kumagai, ebbe risonanza internazionale poiché fu uno dei primi, nel 2014, a riportare e documentare la trasformazione reale del mercato del lavoro nel mondo: il 93% dei Recruiter al mondo affermava, infatti, di aver utilizzato i social media per la valutazione di un candidato (a discapito del CV) e che il 55% di questi aveva cambiato idea su quel candidato dopo aver visionato il suo profilo social (LinkedIn, Facebook, Behance etc.). Negli ultimi 5 anni, al di là di questo articolo, nel mondo delle risorse tante cose sono cambiate. Social Recruiting ed Employer Brand sono al centro di ogni discorso, summit e idee di sviluppo legate al futuro ma il dato più importante è un altro: c’è una grande voglia di cambiare finalmente il modo di ricercare e fare selezione perché siamo tutti stanchi di vedere e di fare selezione alla “vecchia maniera”. Non è assolutamente divertente. Se le aziende italiane hanno compreso che è fondamentale questo cambiamento, chi penserà, invece, ai ragazzi italiani che sono alla ricerca di nuove opportunità di lavoro? Su Besourcer abbiamo avuto modo di vedere diversi esempi innovativi…

Possiamo viaggiare anche restando fermi? No, non pensate al classico viaggio fatto di aeroporti, musei e luoghi da visitare. Se oggi abbiamo la grande opportunità di leggere la storia di Raffaele Gaito lo dobbiamo alla curiosità che ci ha spinto a trovare risposte differenti alla domanda precedente. Sì, possiamo viaggiare anche restando fermi, partendo con il disegnare la nostra nuova mappa come ricercatori di percorsi formativi alternativi. Oggi il viaggio che vi proponiamo ha questa meta finale: ci sarà da esplorare tanto ma alla fine capiremo da dove ripartiremo la prossima volta. Buon viaggio a chi deciderà di viverlo: nei prossimi 7 minuti di lettura, Raffaele saprà guidarvi perfettamente, ma non perdetelo di vista.   Chi era Raffaele a 18 anni, subito dopo il suo esame di maturità? Era già pronto e deciso a fare il programmatore?   Assolutamente sì! Considera che mentre i miei amici si personalizzavano le Skin di Windows e Winamp, io smanettavo con Linux da interfaccia testuale!   La cosa bella è che alle superiori non studiavo informatica, ma facevo tutt’altro. Però la programmazione mi interessava già da anni e me la stavo studiando per conto mio. Considerando che all’epoca non era semplicissimo trovare materiale free in…

Questa intervista nasce da una domanda molto semplice:“Cosa significa creare un’impresa digitale in Italia quando non hai più 35 anni?” Una domanda che, secondo l’ultimo rapporto di Startup Genome 2017, non troverebbe mai risposta visto che l’Italia non rientra neanche nei primi 30 migliori paesi al mondo dove poter creare imprese tech. Un mese fa abbiamo iniziato a parlare di quello che fanno i ragazzi italiani all’estero, scoprendo anche le storie di impresa di quelle persone che hanno ricominciato da zero dopo i 35 anni, l’età da tutti considerata (non si sa perché) quella del non ritorno. Maledette fake news! Dopo aver pubblicato le prime 7 storie di imprenditori digitali italiani over 35 che hanno ricominciato da zero partendo dal mondo, siamo tornati in Italia, precisamente ad Andria, per condividere con voi la storia di PostPickr e di Maurizio Lotito. Se amate sfidare il tempo, sia personalmente che professionalmente parlando, potreste trovare in questa intervista nuove idee per sfidarlo a livelli estremi. 1) Chi era Maurizio a 18 Anni e subito dopo aver superato il suo esame di maturità? Quali erano i sogni di Maurizio in quel periodo? Maurizio era una ragazzo con una folta e riccia capigliatura (sospiro), loquacissimo…

  La prima regola che ho imparato sulla pubblicazione di un’intervista è stata quella di inserire una presentazione che ogni volta deve riassumere quello che i lettori troveranno nelle domande e risposte successive. All’inizio non comprendevo il perché di questa operazione, poi ho scoperto che mi sbagliavo alla grande e che il gioco era cercare di non fare annoiare nessuno già dopo tre righe. Prima di pubblicare la storia di Fabrizio Villani, l’abbiamo letta decine e decine di volte e, per la prima volta, non troverete nessuna presentazione, trascurando volutamente una delle regole editoriali più interessanti. Il perché lo capirete successivamente. Ora, su Besourcer ogni giorno ci sono storie di persone che hanno cambiato vita e lavoro grazie a un viaggio o che raccontano come sono riusciti a costruire la loro impresa. No, non facciamo niente di innovativo. Ci sono centinaia di blog che fanno lo stesso e anche molto meglio di noi. C’è però un aspetto fondamentale, che vorremmo sempre cercare di trasferirvi: cosa hanno realmente passato (e superato) per arrivare a fare qualcosa di utile per gli altri, affinché tutto questo possa dare anche a voi la giusta determinazione di cambiare quello che personalmente e professionalmente non vi…

Quando abbiamo pensato di dare vita a Besourcer, avevamo un grande desiderio: poter intervistare professionisti legati al mondo del recruiting e del digitale che, dopo il loro esame di maturità, mai avrebbero pensato di poter fare, un giorno, un lavoro del genere. Ecco perché, in ogni intervista, trovate sempre la stessa domanda. Nessuno di loro aveva la più pallida idea di costruire quello che poi il mondo è riuscito ad ammirare. Tra tutte le storie che cerchiamo di condividere con ognuno di voi, ce n’è una che ho avuto modo di incontrare 5 anni fa su Facebook, quando i gruppi erano dei veri e propri forum di discussione. Questa è la storia di Vivi all’ Estero, creata da Stefano Piergiovanni nel 2009. Grazie ad un viaggio, Stefano ha capito che quello che stava facendo e vivendo come esperienza all’estero doveva essere condiviso con altre persone. Su Instagram? No, la sua idea era quella di aiutare altri ragazzi a trovare opportunità di lavoro all’estero attraverso un blog di sole offerte cercate da lui stesso. Dal 2010 in poi, Stefano ha continuato a pubblicare mediamente 10 offerte al giorno e molti ragazzi italiani hanno trovato lavoro grazie alla sua grandissime doti di ricerca.…

“Il senso della ricerca sta nel cammino fatto e non nella meta; il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l’arrivare.” Cosa c’entra questa bellissima frase di Tiziano Terzani con Bernando Mannelli di Tool Per Startup, il più importante punto di riferimento italiano di tool e software? No, purtroppo non posso svelarvelo adesso ma fidatevi che, al termine di questa intervista, riuscirete a comprendere il senso di questo confronto. Nel frattempo, vi posso dare un consiglio: riguarda ognuno di voi, di noi. La ricerca di Tool, software e soluzioni digitali per quello che facciamo tutti i giorni è semplicemente il lavoro che non viene mai visto o simpaticamente trascurato da molti. Spesso dimentichiamo che proprio questo lavoro di ricerca, di test e soluzioni già pronte è quello che ci consente di sorridere quando pensiamo al nostro business o alla vita i tutti i giorni. I tool che abbiamo in questo momento nel mondo sono stati sviluppati da milioni di aziende e possono davvero risolvere i nostri problemi quotidiani oltre ad aiutarci a far crescere il nostro business. Lo hanno già fatto e sarà per sempre così sopratutto con l’arrivo dell’intelligenza artificiale. Per farlo abbiamo assolutamente bisogno di centinaia…

I chatbot e l’intelligenza artificiale stanno cambiando anche il mondo del recruitment. No, non si tratta più di semplici dati e trend: fanno già parte del futuro del mercato della ricerca e selezione del personale. A tal proposito, LinkedIn aveva avvisato tutti noi già nel 2015, con la pubblicazione del suo report annuale sui trend di digital recruiting del futuro. Nei prossimi 5 anni il CV (purtroppo) non sparirà del tutto ma sarà sempre meno richiesto per fare spazio a nuovi sistemi di interazione tra azienda e candidato. L’ obiettivo comune è già quello di rendere obsoleto il CV come forma di candidatura. In Francia questo messaggio è stato già recepito da almeno 3 anni. Molte job board francesi hanno modificato completamente la loro User Experience. Due ragazzi di Lilla, Gonzague Lefebvre e  Louis Coulon , stavano cercando un nuovo lavoro ma allo stesso tempo volevano farlo senza il loro CV, anche perché 3 anni fa sul loro CV non c’erano determinate esperienze rispetto agli altri candidati. VisioTalent nasce così. Hanno pensato di anticipare tutte le altre job board francesi creando un nuovo software di video interviste che, ad oggi, permette alle medio-grandi aziende di non ricevere più CV e di selezionare candidati solo tramite l’utilizzo…