Il viaggio di Cristian Barbarino nel mondo del lavoro

Cristian Barbarino, founder di Mowgli, a New York

Questa intervista è stata scritta a New York poche ore fa e ha una sua particolarità: è davvero molto semplice da leggere ma ha un alto indice motivazionale per tutti quei ragazzi, in particolar modo Graphic Designer, che sono alla ricerca della propria strada nel mondo.

7 domande per provare a raccontare la storia di Cristian Barbarino, partito 6 anni fa senza una meta, un piano né un obiettivo preciso. In viaggio è riuscito a conoscere il suo attuale compagno di business e quello che sarebbe stato il loro nuovo viaggio nel mondo del lavoro: Mowgli.

Chi era Cristian a 18 anni? Aveva già capito di voler fare il grafico?

Un ragazzo con tanta voglia di scoprire il mondo. Facevo già il grafico poiché avevo scelto una scuola superiore con quell’indirizzo tecnico, oltre al conservatorio di musica. Avevo già scelto di fare questa “vita” tra musica e arte all’età di 12 anni, durante l’ultimo anno di scuole medie. Facevo parte di molti gruppi musicali che mi permettevano di viaggiare molto nel mondo: a 19 anni, infatti, grazie alla musica ci furono i miei primi viaggi intercontinentali (Stati Uniti, Canada, Giappone).

Dopo le prime esperienze come Graphic Designer e la prima gavetta, qualcosa è cambiato. Hai deciso di seguire quello che era il fenomeno, appena iniziato, del nomadismo digitale.

Ci spieghi come tutto questo è nato dentro di te?

Quando tutto è cominciato a diventare “normale”, con il classico lavoro 8/5, il tempo libero solo nel week-end e la mia libertà privata, motivo per il quale ho scelto di diventare freelance e lavorare senza una fissa dimora.

Nel 2010, ero già molto attento ai segnali che la vita che ogni giorno ci invia e, dopo un po di gomme bucate, la macchina che non partiva e i malori fisici ho compreso che quella non era “la mia strada”. Bisogna avere il coraggio di guardarsi allo specchio e ammettere che così non va; diversamente, il vero cambiamento non avverrà mai.

Grazie al nomadismo digitale ho subito capito che il viaggio sia fisico che mentale era parte fondamentale della mia vita, un po’ come l’ossigeno perché non potrei farne a meno.

Cristian Barbarino, founder di Mowgli
Cristian Barbarino, founder di Mowgli

Come e quando il tuo viaggio è riuscito a darti delle grandi risposte dal punto di vista professionale?

Per una serie di coincidenze, mi sono ritrovato a prenotare un viaggio di sola andata per il sud est asiatico, in Malesia per la precisione. Non c’era nessun motivo particolare perché io fossi li, ma sapevo che dovevo esserci. Così, dopo aver girato da solo di lungo e in largo la Malesia e Singapore, finisco in Indonesia (isole di Giava e Bali).

È stato proprio a Bali che ho conosciuto quello che sarebbe stato il mio socio in affari che da li a poco tempo sarei diventato un imprenditore digitale. Come ho fatto? Determinazione e un po’ di coraggio.

Che cos’è Mowgli?

Un’agenzia di innovazione digitale che sviluppa il suo business sulla comunicazione a 360°.

Mowgli è stato un esperimento: realizzare una struttura che potesse non avere sede fissa, con un team che lavorasse da tutto il mondo sfruttando tutti i fusi orari, in perfetto nomadismo digitale. Per me, che ho fatto la gavetta come grafico dipendente per poi passare da freelance a imprenditore, credo sia la migliore ambizione per uno che ama questo mondo.

Co-working Space
Un co-working space

Entro il 2030, un miliardo della popolazione mondiale lavorerà da remoto. Tu sei stato tra i primi italiani a fare un’esperienza del genere. Cosa pensi che accadrà in futuro?

Confermo, sono convinto che il lavoro sarà sempre più digitale e sopratutto da remoto. Il grosso rischio che corriamo è quello di perdere di vista i valori, i rapporti umani e la parte prettamente sociale. Lavorando in remoto si è sempre connessi in virtuale ma ahimè sempre meno dal vivo. Avremo sempre più bisogno di connetterci l’uno con l’altro, più dal punto di vista umano che digitale: facciamo attenzione a non usare solo la testa e apriamo soprattutto il nostro cuore al futuro.

I tuoi tool preferiti per vivere al massimo un’esperienza all’estero come lavoratore da remoto?

  • Slack: non potrei vivere senza, con tutte le chat lavorative, ti sembra di avere il mondo a portata di mano;
  • Dropbox o Google Drive, perché spesso salvare tutto in cloud ti salva la vita, anche quando non hai con te dei documenti importanti o dei file che il tuo cliente più importante sta aspettando.

Cosa consiglieresti a un ragazzo appena laureato in comunicazione e grafica in Italia?

Di prendersi un biglietto aereo, ovunque si senta “chiamato” e partire. Nient’altro.

L'immagine di benvenuto sul sito di Mowgli
L’immagine di benvenuto sul sito di Mowgli

Sono un Recruiter specializzato in Tech e Social Recruiting e amo lavorare nel settore della formazione. Insieme a Lacerba abbiamo costruito la prima Masterclass E-Learning sulla Ricerca Lavoro Online. Lavoro come Consulente per diverse aziende nel settore HR & Recruitment per lo sviluppo di strategie di Outbound Recruiting ma la felicità più grande è data dalla ricerca di storie di professionisti ed aziende che nel 2019 saranno in un unico libro. Soffro della sindrome di Wanderlust da circa 10 anni. Ci vediamo su LinkedIn!

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