Il futuro dei Co-Working dopo la quarta edizione di CU ASIA

Dal 7 all’11 Marzo si è svolta a Penang (Malesia) la quarta edizione di CU ASIA – Unconference Co-Working; il più importante Summit Internazionale dell’area del Pacifico che ospita Co-Working Space da tutto il mondo, oltre ad aspiranti fondatori e Community Manager prossimi ad aprire uno spazio di Co-Working.

Il cubo di Rubik di Besourcer è volato in Malesia per 7 giorni, come unico Media Partner Italiano, per scoprire tool, strategie e trend di business futuri sulla funzione sociale ed economica degli spazi di coworking che vedremo nel prossimo breve-medio periodo.

CU ASIA, in questa sua quarta edizione, ha registrato un record mai raggiunto nelle 3 precedenti edizioni:
323 partecipanti e professionisti che gestiscono un Co-Working e/o un Co-Living provenienti da 35 paesi. Sì, sono arrivati da ogni parte del mondo: Kuwait, Trinidad & Tobago, Mauritius, Mongolia, Svezia e Sri Lanka.

Ad attenderli c’era Co-working Alliance of Asia Pacific CAAP, Hubud Co-working Space e Paper+Toast oltre a 40 Speakers internazionali.

Community e persone

Potete leggerlo e interpretarlo in tante lingue diverse ma la parola chiave raccontata da chi gestisce spazi di co-working nel mondo è stata, appunto, questa: Community.

L’idea di mettere insieme tante persone nella condizione di poter condividere uno spazio è stata vincente sia all’inizio di questo fenomeno – quando in Germania nel 1991 nacque la prima forma di spazio di co-working – che per le stesse persone che hanno trovato nei co-working la loro prima e indispensabile risorsa per creare nuove relazioni personali e professionali, soprattutto quando decidono di lavorare senza fissa dimora nel mondo.

Il termine Community ormai viene ripetuto fino all’infinito e molti iniziano, anche giustamente, a non tollerarlo più. L’idea di CU ASIA è stata molto differente: ripensate al concetto di persone e membri che gravitano all’interno di uno spazio di co-working e create servizi che nascono grazie alle loro nuove necessità.

Grazie a questo concetto, comprendiamo come mai sempre più Co-working in Asia nascono anche come Co-Living e che affittare un desk e concedere un servizio internet non è più la prima azione per generare revenue.

Alcuni numeri sui Co-Working in Asia

Deskmag, il principale magazine online al mondo nel settore dei Co-Working (con sede a Berlino), ha presentato, presso il Majestic Theatre di Penang, il presente e il futuro dei Co-Working sia in Asia che nel resto del mondo grazie al suo ultimo Global Co-Working Survey 2018.

Di seguito, trovate numeri che potrebbero interessarvi:

  • 73 sono i membri che ogni Co-working in Asia riesce ad attrarre di media nel suo spazio
  • 17 sono i mesi che in Asia servono a uno spazio di Co-working per raggiungere il suo Break Event Point; nel mondo, invece, la media è 15 mesi.
  • Il 48% degli spazi di Co-working in Asia è in profitto
  • Per aprire uno spazio di Co-working in Asia occorrono 4 mesi, nel resto del mondo 7 mesi
  • In Asia, prendere in affitto un hub/spazio di Co-working per 5 anni si è rivelato – negli ultimi 24 mesi – il continente migliore per farlo, per una questione di costi. Se in Europa il 40% delle spese di uno spazio di Co-working è dovuto all’affitto, in Asia è solo del 27%.
  • Solo l’1% degli spazi di Co-Working asiatici riceve fondi da un ente pubblico. Negli ultimi 12 mesi Australia, Filippine, Indonesia, Singapore e Thailandia sono stati i paesi che hanno visto maggiori sponsorizzazioni da parte di privati.
  • Il modello di Business medio di uno spazio di Co-working in Asia si è diviso così negli ultimi 12 mesi: 26% Affitto di desk, 44% servizi offerti ai membri e 10% ricavi ricevuti tramite eventi organizzati all’interno del proprio spazio. La restante parte sono sponsorship private.

“We are not just providing space, we provide meaningful human connections”

Il futuro dei Co-Working in Spagna, secondo Mar Navarro

Quando ho intervistato Mar Navarro di CREC.ccSinergics.cat e Coworking Spain, mi ha presentato l’attuale situazione degli spazi di Co-working in Spagna, il primo paese in Europa per apertura di spazi di lavoro in condivisione e Co-Living, oltre ad essere nella top 10 dei paesi preferiti dai Digital Nomad di tutto il mondo per la sua qualità di vita e costo della vita basso, in particolar modo nelle provincia catalana (Sun & Co è oramai in over-booking da 2 anni, ad esempio).

“In Spagna – ha dichiarato Mar – abbiamo +1200 co-working space al momento, 5 brand di Co-Working Internazionali vivono solo a Barcelona. Barcelona, dopo la Brexit, è diventata la nuova casa per molti dipendenti, freelance, startup e digital nomad.

La Spagna è per, molti nomadi digitali, la Bali europea e il nostro compito, come disegnatori di nuovi spazi di lavoro, sarà quello di offrire servizi estremamente legati alle nuove necessità di professionisti digitaliSono, inoltre, profondamente contrario ai fondi pubblici che gli spazi di Co-Working ricevono: quando questo avviene è perché la gestione di uno spazio di Co-Working non genera ricavi sufficienti.

Ciò rappresenta la morte di ogni spazio di co-working perché perde ogni sua identità per essere successivamente controllato da un sistema centralizzato, che non ha mezzi e strumenti per creare una comunità di persone più forteGli enti pubblici non dovrebbero dare nessun finanziamento ma essere dei veri e propri facilitatori, permettendo ai privati di poter recuperare spazi in disuso e di garantire a ogni cittadino la possibilità di conoscere professionisti locali e internazionali all’interno di uno stesso luogo”.

The Hub Singapore, il nuovo centro del mondo

Singapore, invece, non è la destinazione ideale per Nomadi Digitali per il suo alto costo di vita ma è tra le 5 città al mondo che offrono più servizi (e capitali) a chi possiede una propria startup, come racconta Grace Sai –  CEO Hub Ventures Fund.
“Singapore sta vivendo un periodo d’oro da diversi anni e siamo nel momento migliore per ospitare freelance, startup e corporation da tutto il mondoIl nostro compito come The Impact Hub sarà quello di facilitare questo processo ed essere la casa più bella e confortevole che troverete a Singapore, grazie anche ai nuovi finanziamenti privati ricevuti negli ultimi mesi”.

Piattaforme e strumenti per Co-Working scoperti durante CU ASIA 2018

CU ASIA 2018 è stato determinante anche per la conoscenza di tool e piattaforme web che ogni Co-Working al mondo dovrebbe utilizzare per generare maggiori ricavi e gestire al meglio il proprio management interno.

Scopriamo quali sono.

Nexudus

Nexudus si conferma, anche quest’anno, tra i migliori software per la gestione del proprio spazio di Co-Working. Dalla gestione dei piani Internet all’invio delle fatture, fino al controllo in Cloud di ogni singolo utente per ogni tipo di servizio richiesto.
Software di AI che controllerà il vostro spazio da remoto e in ogni secondo.

FlySpaces

Se state aprendo un spazio di Co-working in Asia allora dovete subito inserirlo FlySpaces.com, la piattaforma migliore come marketplace e booking di spazi di lavoro nell’area del Pacifico. Curiosità: il fondatore di FlySpaces è italiano.

Coworker.com

Coworker.com è la più grande community online di freelance e digital nomad alla ricerca di uno spazio di lavoro. Negli ultimi 12 mesi hanno integrato tutte le feature che volevano sviluppare in base alle necessità raccolte dai propri membri. Co-worker, infatti, funziona così: voi inserite le vostre necessità, posizione geografica, prezzo e servizi che state ricercando e lui vi trova la soluzione più adatta. La sua UX e le +7000 review certificate dai membri di co-worker.com vi permetteranno di scegliere lo spazio di Co-working migliore per voi. È presente in tutto il mondo e non solo in Asia.

Cowork 7×24

Cowork 7X24 è nata da poco ma promette davvero bene. Creata da un imprenditore turco che ha avuto un grande successo in passato nel settore delle energie rinnovabili, Cowork 7/24 ha un team che lavora completamente in remoto e ha sede a Sofia. Sarà molto facile incontrare il team Marketing tra Chiang Mai e Ubud. Cowork 7/24 è un marketplace di Co-working Space focalizzato nell’ara dei Balcani, meta sempre più ricercata dai freelance internazionali. Da pochi giorni sono anche su App Store e GooglePlay e tra pochi mesi saranno presenti in più paesi europei e asiatici. All’interno della loro app trovate un Survey di 30 domande che vi permetterà di capire come utilizzare al meglio il budget che avete a disposizione per una gestione perfetta del vostro nuovo spazio di Co-Working.

CU ASIA, un momento unico per creare contatti

CU ASIA 2018 è stato incredibile per i contatti e le connessioni che ha generato. 5 giorni dove, a differenza di tanti e grandi eventi, si riesce realmente a conoscere ogni singola persona e azienda. È impossibile tornare a casa senza aver avviato partnership con i tanti leader di questo settore.

Il prossimo anno CU ASIA continuerà ad espandersi in Asia e per la prima volta sarà in…
No, vi consigliamo di vedere questo video per scoprirlo.

Sono un Recruiter specializzato in Tech e Social Recruiting e amo lavorare nel settore della formazione. Insieme a Lacerba abbiamo costruito la prima Masterclass E-Learning sulla Ricerca Lavoro Online. Lavoro come Consulente per diverse aziende nel settore HR & Recruitment per lo sviluppo di strategie di Outbound Recruiting ma la felicità più grande è data dalla ricerca di storie di professionisti ed aziende che nel 2019 saranno in un unico libro. Soffro della sindrome di Wanderlust da circa 10 anni. Ci vediamo su LinkedIn!

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