Da tecnico informatico in Italia e Olanda a fondatore di WP-OK

Il 25 novembre ho festeggiato il mio anniversario di viaggio: sono arrivato a 3 mesi! Il tempo sembra volare!

Ho incontrato fino ad oggi viaggiatori, backpacker e professionisti arrivati da ogni parte del mondo: in particolar modo, australiani ed americani.

È difficile descrivere cosa si prova quando li vedi “smanettare” e all’opera nel loro lavoro: in quei momenti, capisci quanta distanza c’è tra te e loro come background ma anche quante infinite opportunità il mondo continua ad offrici.

Tra tutte queste persone provenienti da ogni parte del mondo, potevo non incontrare anche altri italiani?

Un mese fa ho conosciuto Daniele Besana ad Hubud Co-working Space e la sua storia mi ha colpito fin da subito, facendomi ripensare a mio fratello Marco. Questa storia è assolutamente comune ma di grande determinazione per come è riuscito a cambiare vita a 30 anni.

Daniele mi ha insegnato davvero tanto e non smette mai di farlo. Sono sicuro che, in qualche modo, queste sue parole potrebbero regalarvi nuove idee su come gestire la vostra carriera soprattutto se non avete più 25 anni.

Chi era Daniele dopo il suo esame di maturità?

Oddio Luca, iniziamo bene! Era un ragazzino studioso, ingenuo, sprovveduto e un po’ pirla, come si dice dalle mie parti.

Avevo una gran passione per l’informatica, ma in realtà non erano i computer in sé che mi entusiasmavano. Probabilmente ero alla ricerca del mio posto nel mondo, e con l’informatica mi sentivo di poterlo trovare.

Devo dire che, quanto a percorso di studi, ho fatto delle scelte non-convenzionali e ringrazio la mia famiglia che mi ha sostenuto. Dopo le medie, tutti si aspettavano che facessi il liceo e invece ho scelto la strada del perito informatico all’ITIS. Dopo le superiori, tutti pensavano che avrei frequentato l’università, e invece ho scelto uno dei primissimi corsi professionali regionali, con annesso stage che è stato il mio ingresso nel mondo del lavoro.

Mi ricordi sempre con molto piacere che in Brianza il fatturato è uno degli aspetti cardini della vostra cultura imprenditoriale e industriale. Com’è iniziato il tuo viaggio nel mondo del lavoro in Brianza?

Certo, in Brianza i bambini lavorano, ma gli adulti fatturano!

Scherzi a parte, come dicevo ho dedicato un anno ad un corso professionale della regione Lombardia sul tema delle reti informaticheErano gli albori e avere per 6 ore al giorno una connessione internet e un computer da poter smontare e rimontare era una manna dal cielo, anche se ci insegnavano poco o niente.

Insomma, chi aveva voglia di sporcarsi le mani lo poteva fare, e io sono un praticone.

Questo corso includeva uno stage presso un’azienda del settore, e con un amico siamo finiti nel sottoscala di una cartoleria Buffetti.

Il mio viaggio nel mondo del lavoro in Brianza è cominciato con un datore di lavoro napoletano, a cui devo molto perché ci lasciava fare, e così ho mosso i primi passi con clienti e assistenza tecnica.

Dopo anni passati nel territorio nel quale sei nato e ti sei formato come professionista hai deciso di cambiare vita e ripartire completamente da zero, o meglio, da Amsterdam. Come tutto ha avuto inizio?

A 24 anni quasi mi sposavo. Poi le cose sono andate diversamente e a 26 anni mi è venuta la curiosità di fare un’esperienza all’estero.

Tieni presente che avevo già una carriera avviata nel settore reti e sicurezza informatica, dove c’è una grande carenza di tecnici.

Ho messo il CV su Monster e LinkedIn e, nel giro di qualche settimana, un recruiter mi ha contattato parlando di un’opportunità ad Amsterdam per Juniper Netowrks, un’azienda leader del mio settore.

Cosa ti ha insegnato in più la tua esperienza in Olanda?

Mi ha aperto le porte a tantissime opportunità e esperienze, ma forse la lezione più grande è arrivata dal vivere in un ambiente internazionale dove ci sono culture differenti, modi di pensare diversi, gente di tutti i colori, razze e religioni.

È stato un po’ una perdita d’identità all’inizio, ma credo mi abbia fatto crescere molto.

Lavorativamente parlando, senza questa decisione presa quando avevo 30 anni, non avrei mai lavorato per Vodafone UK, Saudi Telecom, FIAT e la NATO.

 

 

Qual’è la differenza tra lavorare all’estero e lavorare in Italia?

Ho avuto modo di lavorare in paesi diversi, in Europa e Medio Oriente, e ho trovato grosse differenze.

In Olanda, nelle aziende c’è meno gerarchia, nelle riunioni c’è il famoso ‘round table‘ dove il manager ascolta il parere di tutti. Inoltre, ho trovato molta meritocrazia e serietà. 

Allo stesso tempo, l’ olandese tipico non si ammazza certo di lavoro: se il contratto è 9-1, alle 5 pm cade la penna. La pausa pranzo è un sandwich veloce in ufficio; non vanno al bar a far colazione e niente pause caffè epiche.

Insomma, non c’è la cultura dello stare in ufficio tanto per starci (che ho trovato in Italia e in altri paesi), ma quando ci sono si lavora!

È anche il paese con il maggior numero di contratti part-time: è abbastanza normale lavorare 3 o 4 giorni a settimana anche per chi non è una mamma.

Come Svezia e Danimarca, l’Olanda è un ottimo paese per trasferirsi se avete già famiglia.

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Dopo anni passati a lavorare come dipendente, hai deciso di ricominciare nuovamente da zero, ripartendo come imprenditore e creando Wp-Ok. Che cos’è?

In realtà il passaggio non è stato così diretto. Tra la “crisi dei trenta” e il libro “4 ore alla settimana” di Tim Ferriss avevo capito che era tempo di cambiare.

Non sapevo cosa fare, però lo volevo fare online.

Dopo qualche esperimento per guadagnare online, scoprii che è possibile comprare siti esistenti e già avviati. È stata una folgorazione per me, che avevo più risparmi che tempo.

Così mi sono dedicato a comprare piccoli siti web esistenti e a migliorarli per renderli più profittevoli. Quando ho visto che la cosa funzionava, gasatissimo ho lasciato il lavoro per dedicarmi a quello.

Strada facendo, la mia romantica idea di avere una ventina di siti da gestire si è rivelata molto più complessa del previsto, così in un momento di sconforto ho iniziato ad aiutare un amico che sviluppa siti WordPress.

Mi sembrò di tornare agli inizi della mia carriera. Finalmente tornavo a parlare con chi ha un business e non con altri tecnici chiusi nelle sale dati.

E mi resi conto che in 12 anni non era cambiato nulla: queste piccole e medie imprese spesso non ricevono un supporto tecnico adeguato.

Hanno spesso siti mal gestiti, pieni di problemi, e con potenziale non sfruttato.

Quando chiedono supporto, ricevono risposte dopo settimane, prezzi campati in aria, e qualità dubbia. Insomma, è ancora un mondo di “cugini” bravi col computer, finti esperti, e web agency che spennano i polli.

Così ho deciso di creare WP-OK, il servizio di supporto con lo slogan “Pensa al tuo business, che a WordPress ci pensiamo noi”.

Velocità, professionalità e competenza sono sempre state alla base della mia etica professionale e ora sono alla base del team che ho costruito con WP-OK.

Ad oggi abbiamo più di 100 clienti distribuiti su 3 continenti.

Non posso farti andare via prima di capire quali sono i tuoi obiettivi nel cassetto per il futuro.

Sicuramente conquistare Sud-America e Australia, continenti dove non abbiamo clienti.

Come obiettivo professionale, ho la crescita di WP-OK, perché credo sia un gran servizio per chi vuole lavorare seriamente sul web.

Da tecnico mi sto sempre più spostando a fare l’imprenditore, il che presenta tante nuove sfide da affrontare!

Sono un Recruiter specializzato in Tech e Social Recruiting e amo lavorare nel settore della formazione. Insieme a Lacerba abbiamo costruito la prima Masterclass E-Learning sulla Ricerca Lavoro Online. Lavoro come Consulente per diverse aziende nel settore HR & Recruitment per lo sviluppo di strategie di Outbound Recruiting ma la felicità più grande è data dalla ricerca di storie di professionisti ed aziende che nel 2019 saranno in un unico libro. Soffro della sindrome di Wanderlust da circa 10 anni. Ci vediamo su LinkedIn!

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