Due anni in Asia per trovare la mia nuova strada

Credo che la nostra vita ci permette di creare infinite storie. Credo che la possibilità più grande che la vita ci offre è quella di creare storie legate ai nostri desideri e cercare di realizzarle nella realtà. Vinciamo questo gioco quando riusciamo a realizzarle.

Ora, tra tutte queste storie, quella della creazione del nostro viaggio è sicuramente quella più potente.

Proviamo a fermarci un secondo e pensiamo a quanto siano incredibilmente belle e piene di vita le storie di ogni singolo essere umano del mondo che decide di partire per inseguire la sua storia di viaggio.

La mia è una storia con obiettivi semplici e normali, ma fidatevi che in questo mondo c’è un sacco di gente che pianifica e fa delle esperienze di viaggio davvero incredibili: loro sono una delle più grandi gioie del nostro pianeta.

Tra tutte queste infinite storie di viaggiatori, ho incontrato quella di Gabriele Di Mauro, da 2 anni in Asia e uno dei più importanti punti di riferimento in Italia per tutti quei ragazzi che non vedono l’ora di fare un’esperienza all’estero.

La sua storia di viaggio è tutta in questa intervista: arrivando fino in fondo, troverete sicuramente nuove idee per pianificare al meglio il vostro prossimo viaggio di vita e lavoro.

Benvenuto su Besourcer, Gabriele.

Ci siamo incontrati per la prima volta 4 anni fa, a Milano. Avevi appena aperto HRC-Italy, ritornato in Italia dopo 2 anni passati tra Los Angeles e Dubai lavorando nel settore hospitality.

1) Chi era Gabriele a 18 anni?

Gabriele a 18 anni era un ragazzo particolarmente insicuro e con una gran confusione in testa, perché non sapevo cosa fare della mia vita. L’unica cosa che sapevo è che volevo viaggiare e scoprire il mondo, ma non sapevo minimamente da dove iniziare.

2) Hai fatto un percorso di carriera e di formazione completamente al contrario secondo gli standard italiani. Cosa ti ha spinto e guidato negli anni passati in America e Dubai?

È vero, dopo il diploma anziché andare all’università, ho deciso di fare un corso professionale in ambito alberghiero, per poter imparare a lavorare negli hotel.

Grazie a questo corso ho iniziato a lavorare in un piccolo hotel della provincia di Como, rendendomi subito conto che senza una buona conoscenza della lingua inglese non avrei mai fatto carriera. Così decisi di licenziarmi e di prendere un biglietto di sola andata per Londra, con l’unico obbiettivo di migliorare il mio inglese.

Per farla breve, ho lavorato a Londra come lavabicchieri per circa un anno, riuscendo finalmente ad imparare l’inglese. Quest’esperienza mi ha cambiato la vita, perché la conoscenza dell’inglese mi ha permesso di trovare lavoro con la catena Hilton, sia in America che a Dubai.

3) Hai lavorato in questi paesi per grandi hotel grazie ad internship organizzati da HRC. Poi ti è venuta l’idea di far vivere ad altri ragazzi le stesse esperienze di vita e lavoro che ti avevano cambiato la vita aprendo HRC-Italy. Un modo davvero molto originale per crearsi anche un nuovo lavoro.

Esatto, HRC è un’agenzia Olandese che offre opportunità di internship in ambito alberghiero in tutto il mondo. Non sarei mai riuscito a lavorare per la catena Hilton a Los Angeles e a Dubai se non fosse stato per HRC.

Nel 2013 però, anche se stavo intraprendendo una promettente carriera alberghiere, sentii l’esigenza di prendermi un periodo di pausa dal mondo alberghiero e decisi di tornare in Italia.

Una volta in Italia, mi resi conto che c’erano tanti giovani che avevano il desiderio di fare esperienze di vita e di lavoro all’estero, ma facevano fatica a trovare le giuste opportunità. Così nacque in me l’idea di aiutare questi ragazzi a trovare delle esperienze di lavoro all’estero, proprio come avevo fatto io.

Non avendo nessuna esperienza in questo settore, decisi di contattare HRC per proporgli questa mia idea. La trovarono molto interessante e, dopo qualche mese, decidemmo di fare una collaborazione e di aprire un’agenzia insieme, rivolta esclusivamente ad un pubblico Italiano.

Così nacque HRC-Italy, che ancora oggi offre opportunità di studio, stage e lavoro all’estero a ragazzi Italiani.

4) Cos’è HRC-Italy oggi e cosa deve fare un ragazzo italiano per partire con voi?

Oggi ad HRC-Italy aiutiamo due tipologie di persone specifiche:

  • ragazzi che vogliono migliorare l’inglese e fare un’esperienza lavorativa nel mondo alberghiero in UK.
  • giovani laureati che vogliono intraprendere un’esperienza di stage professionale in USA o UK, nel loro settore di studi.

Se un ragazzo o una ragazza sono pronti a mettersi in gioco con un’esperienza all’estero,  basta semplicemente visitare il nostro sito, scegliere il programma più adatto, completare l’iscrizione e noi li contatteremo entro 24h per verificare i requisiti e organizzare una prima telefonata conoscitiva.

Questo è il link al nostro sito: www.hrc-italy.it

4) 2 anni fa hai preso, molto probabilmente, la decisione più importante della tua vita dopo aver studiato decine di guide su come vivere e lavorare da nomade digitale.

Potresti raccontarci com’è nato tutto?

 Adoro viaggiare, mi fa sentire vivo e mi rende felice. Con l’apertura di HRC-Italy però, mi sono ritrovato a lavorare in ufficio a Milano e a fare la vita da pendolare, per circa 2 anni.

Per quanto potevo amare quel lavoro, la vita frenetica da città mi faceva soffrire, non la sentivo assolutamente mia. Così iniziai a cercare dei modi per poter lavorare e viaggiare allo stesso tempo. Un giorno, navigando su internet, scoprii il mondo dei nomadi digitali. Fu come un’illuminazione. 

Iniziai a contattare diversi persone con questo stile di vita, a leggere i loro articoli, le loro guide e a chiedere più consigli possibili su come poter diventare anche io un nomade digitale.

Nel giro di 1 anno e mezzo riuscii a spostare la mia agenzia da offline ad online, realizzando così il mio sogno di lavorare-viaggiando, in giro per il mondo.

A Settembre 2015 presi un volo di sola andata per Chiang Mai, in Thailandia. Da li poi non mi sono più fermato: Bangkok, Koh Phangan, Kuala Lumpur, Bali, Sri Lanka e  così via, da più di 2 anni.

5) Cosa ti ha insegnato di più questo viaggio di 2 anni e come senti di essere cambiato come persona e professionista?

Questo viaggio mi ha insegnato tante cose. Mi ha cambiato completamente il modo di ragionare, vedere le cose e vivere.

L’ Asia mi ha insegnato a rallentare e a godermi di più la vita, ho imparato ad eliminare il superfluo e ad avere tutta la mia vita in un bagaglio a mano da 7kg, ho imparato che si può vivere una vita libera e fuori dagli schemi, anche se le persone intorno a noi pensano che sia impossibile.

Professionalmente ho imparato ad ottimizzare il mio tempo, a bilanciare lavoro e divertimento, ad essere molto più produttivo e soprattutto, a delegare e automatizzare il lavoro il più possibile.

6) Entro il 2030, 1 miliardo della popolazione mondiale lavorerà come nomade digitale freelance o da remoto per la sua azienda. In questi anni avrai conosciuto centinaia di nomadi digitali oltre ad essere stato membro di numerosi spazi di co-working.

Qual è il tuo pensiero finale?

Credo che stiamo vivendo in un periodo storico di grandi cambiamenti, soprattutto lavorativi. Ci sono tantissime nuove opportunità di lavoro, di business e di carriera, ma allo stesso tempo stanno scomparendo tanti lavori e probabilmente vedremo sempre più cambiamenti negli anni a venire.

Le aziende, piano piano, iniziano a rendersi conto che avere dei dipendenti in remoto permette di avere numerosi benefici, tra cui tagliare i costi, ridurre il turnover e aumentare la produttività. Inoltre, si tenderà molto di più ad avere collaborazioni occasionali con freelance o contratti a progetto, piuttosto che ad offrire contratti di lavoro indeterminati.

Considerando questi cambiamenti, credo assolutamente che i nomadi digitali aumenteranno in modo esponenziale nei prossimi anni. Vedremo sempre più imprenditori, freelance e dipendenti digitali che avranno la libertà di lavorare con un computer e una connessione internet, ovunque nel mondo.

Questo varrà per tutti i lavori? Non credo proprio.

Ci sarà sempre bisogno di lavori che richiedono una presenza fisica. Ma se oggi un ragazzo ha il desiderio di lavorare con un computer da casa propria o da un co-working di Bali, ha la possibilità di farlo, perché il mondo del lavoro sta andando sempre più in quella direzione.

Vent’anni fa sarebbe stato impensabile poterlo farlo, oggi invece si può.

 

7) Chi è e cosa fa Gabriele oggi?

Gabriele oggi è un “ragazzo” (quasi 30enne) con il desiderio di vivere la vita al massimo delle sue potenzialità, personali e professionali.

Adoro viaggiare ed esplorare il mondo, mentre continuo continuo a portare avanti  il mio lavoro con l’agenzia.

Parallelamente ho avviato un blog dove aiuto altri ragazzi a conoscersi meglio e viaggiare  attraverso e-book, coaching. Quest’ultima è una mia grande passione, che mi sta dando tante soddisfazioni e mi fa svegliare la mattina con un chiaro scopo da realizzare.

 

8) Prima di chiudere, vorrei chiederti cosa consiglieresti ad un ragazzo italiano che si trova nei classici e complessi bivi costruiti dalle aspettative di carriera, università e ricerca di se stessi?

Ho un’empatia enorme per tutti quei ragazzi che si sentono confusi e non hanno ancora una direzione da seguire nella propria vita.  Ci sono passato e so perfettamente quello che si prova. È un argomento che mi sta talmente a cuore che ho scritto una guida proprio su questo.

Gli consiglierei le stesse cose che propongo nella guida, quelle che io chiamo le 3C: CHI SEI, COSA VUOI, COME PUOI.

Ovvero di focalizzarsi sul capire prima di tutto chi è come persona partendo dalle sue predisposizioni naturali, i suoi punti di forza e le sue passioni. Successivamente su cosa vuole fare (definire una vita ed una carriera ideale) e infine di chiedersi come può realizzare concretamente ciò che vuole fare.

Ma se dovessi chiedermi di dare un unico consiglio generale, sarebbe questo: segui il tuo intuito, ti porterà sempre nella direzione giusta.

Sono un Recruiter specializzato in Tech e Social Recruiting e amo lavorare nel settore della formazione. Insieme a Lacerba abbiamo costruito la prima Masterclass E-Learning sulla Ricerca Lavoro Online. Lavoro come Consulente per diverse aziende nel settore HR & Recruitment per lo sviluppo di strategie di Outbound Recruiting ma la felicità più grande è data dalla ricerca di storie di professionisti ed aziende che nel 2019 saranno in un unico libro. Soffro della sindrome di Wanderlust da circa 10 anni. Ci vediamo su LinkedIn!

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