La scalata di Luca Mastella nel mondo del Marketing

Ogni giorno, su Besourcer, proviamo a ricercare e raccogliere le storie di persone diventate grandi professionisti digitali ma che, in qualche modo, sono realmente partite da zero.

Questa è la nostra venticinquesima intervista. Una storia di vita prima che di lavoro, piena di tante sfaccettature, e di un destino che si è rivelato – dopo 5 anni – come la più importante occasione ricevuta dalla vita, nonostante un sogno andato in frantumi dopo anni di lavori.

Questa è la storia di Luca Mastella, uno dei più importanti punti di riferimento nel Digital Marketing in Italia, e il suo 2017 è stato l’anno che ha consacrato il suo successo dopo 5 anni di ricerche e lavoro.

Attualmente Luca collabora con Marketers, la più grande community di professionisti nel mondo del Marketing creata da Dario Vignali, oltre ad essere stato protagonista di Slashers, network online di professionisti realizzata da Marco Montemagno.

Attraverso le prossime 7 domande e risposte, vi raccontiamo la scalata e il percorso compiuti da Luca, per offrirvi nuove idee per la vostra attuale e futura carriera.

Buona lettura!

Chi era Luca a 18 anni e qual era il suo sogno più grande?

A 18 anni ero un giocatore professionista di basket che dedicava 8 ore al giorno a questa mia professione. In quegli anni, il mio obiettivo era quello affermarmi sempre di più per vivere solo di quello: appena terminate le scuole superiori, infatti, avevo deciso di non iscrivermi all’università perché non vedevo come il percorso universitario potesse aiutare la mia carriera sportiva.

Tra i tuoi sogni nel cassetto c’era quello di giocare a Basket. Dal 2007 al 2012 hai giocato anche per importanti e storiche squadre italiane come la Fortitudo Bologna.

L’aspetto più incredibile della tua carriera, secondo me, è legato a quel destino incredibile che non ti ha permesso di continuare a giocare.

In molti però si chiederanno questo:“Ma come si fa a passare da giovane promessa del basket italiano ad uno dei più importanti riferimenti del Marketing?”

Come hai detto, tu fin da quando avevo 12 anni ho giocato per alcune delle più importanti squadre italiane di pallacanestro, in un momento in cui il basket era ancora di altissimo livello. Mi allenavo giorno e notte fino a diventare un professionista che si allenava appunto fino a 8 ore al giorno.

Poi, un infortunio e la crisi economica che ha colpito anche il basket hanno stroncato la mia carriera. Il mio corpo, evidentemente, non era forte quanto la mia volontà di allenarmi. Ma questo è stato proprio il fattore che mi ha permesso di cambiare il mio percorso così in fretta.

Lo sport ti insegna che, se ti alleni duramente, i risultati arrivano.

L’unica differenza è che, mentre nello sport il tuo corpo non può reggere ritmi troppo alti per molto tempo, nel marketing ho usato questa mia ossessione al miglioramento personale per recuperare il tempo perduto.

Quindi ho passato almeno 4 anni della mia vita a tornare a casa dopo il lavoro e concentrarmi sui miei progetti e le mie competenze fino alle 2-3 di notte, dormendo molto spesso anche solo 4 ore, pur non bevendo caffè.

Quando ti sei innamorato del Marketing e di tutte le sue strategie?

Mi ricordo chiaramente quando mi sono innamorato di questa vita e di questa professione: stavo scrivendo la mia tesi e, facendo un sondaggio, utilizzai diverse strategie di mia invenzione che dopo scoprii essere puramente di Growth Hacking.

Questa tesi diventò il mio primo progetto imprenditoriale, sul quale lavorai per oltre 6 mesi giorno e notte.

Come andò questo progetto? Fallì miseramente, se penso alle aspettative che avevo. Tale progetto, comunque, divenne il punto di partenza per tutto quello che è venuto dopo.

La motivazione e la voglia di conoscere è nata in questo progetto, forse il primo che ho fatto davvero da solo.

Negli ultimi 3 anni abbiamo assistito alla tua grande impresa: dalle Filippine alla Romania fino ad arrivare a lavorare per The Rocket Internet in Australia.

Quali sono stati i percorsi e-learning che ti hanno aiutato in questi 3 anni a diventare uno dei più importanti punti di riferimento dell’E-Mail Marketing e di Funnel?

I percorsi di e-learning sono stati principalmente 2. Il primo è sicuramente quello che consiglio sempre di seguire, ovvero studiare quello che ti serve per risolvere il problema che hai davanti.

Molte persone si concentrano su ottenere competenze che non useranno mai nel loro lavoro o nella vita solo perché stanno bene sul loro curriculum. Io, invece, ho sempre cercato di capire cosa mi sarebbe servito nella mia prossima professione e di lavorare su quello.

Per esempio, a un certo punto volevo lavorare a Google. Facendo le certificazioni gratuite di Google Analytics e Google Adwords, sono stato contattato dai recruiter irlandesi di Google.

Il secondo percorso è quello che impari sul campo, cercando di imparare il più possibile dai miei colleghi e dai progetti con i miei clienti. Soprattutto all’inizio della nostra carriera, è fondamentale sperimentare il più possibile.

Se non hai competenze, cerca di lavorare con aziende in posti sperduti (Filippine e Romania) e poi passa a lavorare dove puoi usare molto le competenze acquisite (Rocket Internet, per esempio).

Cosa ti hanno insegnato, dal punto di vista personale e professionale, tutte le tue esperienze internazionali, in particolare modo l’ultima di 2 anni Australia?

Gli ultimi 2 anni sono stati sicuramente quelli decisivi per la mia carriera. Potrei tranquillamente fare una lista lunga un chilometro di tutto quello che ho imparatoMa se dovessi riassumere tutto questo da un’unica esperienza, citerei sicuramente quella di Rocket Internet.

Appena arrivato, pensavo di saperne abbastanza di Marketing, ma poi ho conosciuto il CEO della startup di Rocket Internet in cui lavoravo, che è ora il CMO di tutta la società.

Questa persona, che ho sempre considerato il mio mentore anche se pochi anni più vecchio di me, è a un livello di competenze tecniche e pratiche in Marketing, programmazione e analisi dei dati praticamente irraggiungibile.

Lavorare con lui mi ha permesso di crescere tantissimo a livello tecnico ma, sopratutto, quando sono stanco e poco motivato, penso a lui e mi ripeto:“Luca, tu non sai un accidenti! Lavora!”.

Questo mi permette sempre di restare umile e di non smettere mai di migliorare.

Quanto e come la community di “Marketers” di Dario Vignali è riuscita a cambiare in maniera significativa la tua vita da ricercatore e da marketer?

Il bello della community di Dario è proprio il fatto che è molto più di una community: è un movimento di persone.

Persone che non si accontentano di quello che la società dice loro di essere, ma che vogliono portare avanti un loro percorso imprenditoriale nei più svariati campiAll’ultimo Meetup di Marketers a cui ho partecipato, a Roma, sono venuti a salutarmi persone di tutte le età con progetti incredibili.

Dalla allevatrice di maialini vietnamiti, a digital nomads, a ragazzi di 21 anni che sono diventati famosi su Youtube. Tutte queste persone hanno avuto una rivelazione simile a quella che ho avuto io con il progetto della mia tesi.

Hanno capito che sono di più di quello che la società dice loro di essere. Per me, quindi, entrare in questo movimento era la cosa più naturale che potesse succedere. Lavorare con Dario e Luca mi ha permesso di crescere tantissimo come professionista e come persona.

Mi ricordo ancora la prima conversazione che ho avuto con Dario, 2 anni e mezzo fa, sul marketing. Se ripenso ora a quello che gli ho detto probabilmente avrei pensato che non sapevo un accidenti di Marketing.

Tool di Digital Marketing che ti hanno impressionato di più nel 2017?

Ci sono persone in Italia che pensano che un professionista si valuta in base al tool che usa. Per me non c’è niente di più falso. I tool sono solo un qualcosa che viene usato per migliorare le proprie performance.

Se tu crei un sito web con WordPress e ottieni pochissimi risultati, le tue chance di fare un sacco di soldi usando un tool più professionale come Clickfunnels sono molto basse. Quello che dico sempre è di incominciare con i tool più economici in assoluto sul mercato e di pagare per i tool costosi una volta ottenuti i risultati.

Google Analytics, Hotjar e Google Optimize sono tool gratuiti per il tracciamento e ottimizzazione del tuo business che possono farti ottenere risultati incredibili.

Cosa accadrà al Marketing nel 2018, secondo te? Assisteremo a un dominio dei video anche nei prossimi mesi o inizieremo ad utilizzare nuovi canali di comunicazione?

Penso che certe cose nel marketing non cambieranno mai. Più studio e più trovo i testi scritti 20 anni fa utili alla mia crescita. Come disse Andrew Chen (CGO a Uber) all’evento a cui ho partecipato a Sydney: “Quello che ha funzionato negli ultimi 40 anni offline è quello che funziona oggi online”.

Possono cambiare i tool e i canali per fare marketing, ma la strategia e le fondamenta restano le stesse.

E Luca cosa farà nel 2018?

Nel 2018 lavorerò con Marketers per scalare tutto quello che abbiamo fatto nel 2017 e lanciare tantissimi nuovi progetti con loroUna cosa che dovrò per forza migliorare è quella di delegare. Ci sono troppe cose da fare per gestire tutto da solo e sto trovando ragazzi preparatissimi e soprattutto con tantissima voglia di fare.

Quindi mi aspetto di formare dei team in grado di alzare tantissimo il livello del marketing italiano in una realtà che esploderà proprio nel 2018, vedendo i progetti su cui stiamo lavorando.

2 anni fa, con Career Accelerator, hai condiviso con molti ragazzi italiani le tue strategie di ricerca lavoro e costruzione di un network grazie al Digital Marketing.

Dopo questi 2 anni e le storie che hai avuto modo di ascoltare, cosa consiglieresti a un ragazzo italiano interessato a lavorare nel Marketing?

Direi di non fare affidamento su niente e nessunoNon aspettare che il tuo amico ti trovi un lavoro. Non aspettare che il governo cambi qualche legge per favorirti. Non aspettare che il tempo passi e non lasciarlo scivolare via.

Provare e sbagliare è l’unica cosa che possa permetterti di trovare la tua strada.

La parte finale della poesia di Robert Frost è forse quella che rappresenta maggiormente il mio pensiero:

“… Two roads diverged in a wood, and I—
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.”

Sono un Recruiter specializzato in Tech e Social Recruiting e amo lavorare nel settore della formazione. Insieme a Lacerba abbiamo costruito la prima Masterclass E-Learning sulla Ricerca Lavoro Online. Lavoro come Consulente per diverse aziende nel settore HR & Recruitment per lo sviluppo di strategie di Outbound Recruiting ma la felicità più grande è data dalla ricerca di storie di professionisti ed aziende che nel 2019 saranno in un unico libro. Soffro della sindrome di Wanderlust da circa 10 anni. Ci vediamo su LinkedIn!

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