Come LinkedIn e formazione e-learning hanno trasformato la mia vita

Riccardo Russo, Digital Strategist

Ok, la trasparenza e l’onesta prima di ogni cosa. Chi legge le interviste pubblicate da Besourcer sa quanto teniamo a questi due aspetti.

Ed è per questo motivo che vi avvisiamo prima di proseguire con la lettura: questa intervista non è breve, non ha nessuna intenzione di mettere in risalto nessuno e non è un racconto su come poter fare soldi a 16 anni.

Questa intervista ha un solo obiettivo e abbiamo bisogno di tutti voi (e dei vostri tag su Facebook e LinkedIn) per cercare risposte a questa nostra unica domanda:

“Ci sono ragazzi delle scuole superiori in Italia che stanno costruendo una loro scuola alternativa come percorsi didattici?”

Se sì, dite a tutti questi ragazzi che non sono da soli, che non sono dei pazzi, che fanno bene e che da questo momento hanno un amico in più che potranno contattare direttamente su LinkedIn: Riccardo Russo.

A 13 anni invece di innamorarti di una ragazza hai preso una bella cotta per il marketing.

Tutto è iniziato con il calcio, o meglio, con delle fan page di calcio che avevi iniziato a seguire. Hai capito come venivano gestite, hai creato delle tue fan page e forum ma dopo qualche settimana ti chiudono le pagine Facebook e tutto quello che avevi iniziato a costruire.

In quel momento è iniziato qualcosa: ecco, potresti raccontarci di questo incontro-scontro con quello che è diventato il tuo amore professionale più grande.

Che bello iniziare così e il modo in cui mi hai posto la domanda mi ha anche fatto sorridere!

Il marketing a 13 anni non sapevo neanche cosa fosse in realtà. Però sì, ci sono stati determinati contesti che mi ci hanno avvicinato, in giovanissima età, e che oggi mi hanno portato a Londra a lavorare come Digital Strategist per conto di startup e aziende.

Ero alle scuole medie: un giorno tornai a casa, andai su Facebook e vidi che tutti i miei amici giocavano ai classici giochini come FarmVille o Candy Crush (in quel periodo tiravano un sacco sopratutto su Facebook).

A me, però, non entusiasmava passare il mio tempo in quel modo. Allora mi sono detto:Perché non provare a fare qualcosa del genere? A creare qualcosa del genere?

Non avevo le competenze tecniche per creare dei videogiochi e volevo fare altro. Ho iniziato quindi a creare delle semplici fanpage su Facebook, a sfondo ironico (con meme e diavolate del genere) o calcistiche, con l’unico obiettivo di coinvolgere e far ridere qualche amico.

Il fatto è che queste pagine, col passare del tempo, venivano seguite da centinaia di migliaia di persone. Divennero virali. Allora mi resi conto che era possibile monetizzarci: persone mi scrivevano privatamente interessati ad acquistare dei post pubblicitari. C’era chi addirittura mi offrì sopra i 1000€ per la vendita di una mia pagina fan.

Non avevo la benché minima idea di cosa stesse accadendo, ma mi resi conto che si poteva guadagnare con un computer, con internet, con Facebook. Vi lascio immaginare la mia reazione. 

Riccardo Russo con il team TODOmodo in Sicilia
Riccardo Russo con il team TODOmodo in Sicilia

Allora, spinto dalla mia profonda curiosità, inizio ad esplorare questo mondo dei social e mi rendo conto che stavo esercitando una vera e propria professione, quella che oggi chiameremo ‘Social Media Manager’ o più semplicemente ‘Community Manager’. Partendo dai social media, ho pian piano sviluppato competenze trasversali in merito al digitale

Esploravo nuove tecnologie, nuovi strumenti, nuove piattaforme e avevo la necessità di avere accanto a me persone competenti nel settore che potessero in qualche modo guidarmi, farmi capire verso che direzione andare. Ed è stato così: ho avuto l’immensa fortuna di incontrare sempre e dico sempre le persone giuste al momento giusto; loro mi hanno dato dei consigli, mi hanno supportato, dato fiducia.

Una delle cose di cui sono tanto fiero è di aver avuto semplicemente l’intuito di cavalcare quell’onda tecnologica, ai tempi, che mi avrebbe poi portato a fare qualcosa di interessante, stimolante e realizzante col passare degli anni. Un qualcosa che avrei sentito mio.

Ed è proprio così.

La scuola, invece, non soddisfava i tuoi interessi e la tua attenzione. Hai avuto un’idea: crearti una tua scuola dove poter decidere cosa studiare dopo le lezioni della mattina.

Qual è stato il tuo piano didattico per arrivare ad avere competenze specifiche già a 16 anni?

È un percorso prevalentemente da autodidatta. Sì è vero, mi confrontavo spessissimo con ragazzi che avevano skill super certificate, però è pur sempre un percorso da autodidatta.

Non ho mai frequentato alcuna scuola di formazione, corsi offline. Le risorse a cui accedevo erano, nella maggior parte dei casi, gratuite. Mi ricordo che divoravo un sacco di blog, partendo da quelle di Dario Vignali. Leggevo un qualcosa, mi appassionavo a un argomento e mettevo in pratica quanto appreso.

Avevo appena compiuto 16 anni e questo è stato il circolo straordinario che mi ha portato a fare attività di social media marketing, iniziare a creare siti web in WordPress, applicare dinamiche di SEO, lavorare su progetti basati sull’Inbound Marketing e automation marketing.

È straordinaria l’immensità di cose che abbiamo a disposizione 

Oltre il blog di Dario Vignali, leggevo un sacco di libri che sono ancora tutti messi in bella mostra a casa in Sicilia oltre a diversi corsi su Udemy o Coursera.

Altro aspetto da sottolineare, caposaldo del mio percorso: networking.

Vogliamo diventare degli ottimi imprenditori? Degli ottimi consulenti finanziari? Oppure degli artigiani? La rete ci permette di connetterci con tutte quelle persone che hanno già fatto un percorso che li ha formati e portati lontano.

Connettiamoci a quest’ultimi e cresciamo sotto la loro visione, sapranno illuminarci.

 

 

Se oggi disegni strategie di Marketing è perché le hai iniziate a testare, ancora minorenne, su di te e poi su altre aziende.

Dopo esserti creato la scuola dei tuoi sogni, hai pensato di aprirti un blog e di  iscriverti a LinkedIn per condividere i tuoi contenuti di marketing a solo 16 anni, oltre a lanciare una piattaforma web ideata per barbieri. 

Come avevo accennato in precedenza, avevo delle skill che ruotavano tra il social media marketing, creazione di siti web in WordPress e la SEO. Mi sono detto:“Ok, capiamo cosa sono in grado di fare di pratico, proviamo a sviluppare un piccolo progetto e vediamo cosa ne esce fuori.”

Non avevo idee illuminanti e volevo mettere in piedi un qualcosa di molto semplice. Allora creai un mio blog personale, che si chiamava russoriccardo.net (adesso non è più online), in cui scrivevo guide sul digital marketing e cercavo di portare traffico sul blog attraverso i social media e posizionando i contenuti su Google.

Le persone che atterravano sul sito erano abbastanza interessanti a capire chi c’era dietro un semplice articolo, allora andavano sulla pagina ‘About’, leggevano qualcosa e spinti dalla loro curiosità mi scrivevano privatamente.

Meraviglioso, perché è stato quello il momento in cui ho iniziato a costruire delle relazioni molto interessanti.

Dopo aver creato questo piccolo blog, decido di iscrivermi anche a LinkedIn. Curo un po’ il profilo, inserendo una bio, qualche foto e una serie di skill e inizio a inviare richieste di collegamento personalizzate a raffica a centinaia e centinaia di persone.

Tra queste centinaia e centinaia di persone, c’era anche un allora 22enne citato da Forbes come uno tra i 30 giovani più influenti al mondo in ambito policy’, mi riferisco a Jacopo Mele.

Jacopo va sul mio profilo LinkedIn, inizia a leggere la mia bio e mi scrive un direct:“Riccardo, abbiamo un sacco di cose in comune! Sentiamoci.”

Ci accomunava l’interesse sfrenato verso l’innovazione e le nuove tecnologie, l’ambizione di fare un qualcosa di realizzante seppure in giovane età, evitando così i classici percorsi standardizzati che la società spesso ci impone.

Ho iniziato a sentirlo periodicamente e mi ha iniziato ad illuminare, chiacchierata dopo chiacchierata.

Jacopo Mele e Riccardo

Quanto LinkedIn ha cambiato la tua vita 3 anni fa e come sta continuando a cambiarla?

Tanto. Perché lì sono nate delle connessioni splendide che mi hanno portato dove sono adesso.

Jacopo l’ho conosciuto lì; 5 mesi dopo averci parlato la prima volta, mi ha portato a lavorare con una startup, AREEA, che sviluppa dei drink funzionali che depurano il nostro corpo dall’air pollution.

Una relazione tira l’altra: questa è una delle tante cose che apprezzo infinitamente della rete.

E LinkedIn in questo ti aiuta, facilita e accelera il processo di networking.

Hai deciso di non iscriverti all’Università per scoprire quello che ne è del Marketing in Europa. Pur di imparare bene l’inglese, ad un certo punto, volevi mettere da parte il tuo obiettivo e ricominciare da zero come cameriere. Un’idea, per fortuna, che gli episodi ti hanno subito distrutto.

Che cos’è successo e come sei riuscito a trovare lavoro a Londra, nel settore Marketing, subito dopo il tuo esame di stato?

Bello questo retroscena. Per qualche giorno, dopo aver preso consapevolezza di voler andare a Londra per fare pratica con l’inglese e poi aprirmi a un mercato internazionale, avevo messo da parte un po’ progetti e obiettivi, per fare un lavoro come quello del cameriere.

Quest’idea però sarà durata meno di 72h. L’idea di mettere da parte passioni, interessi e lavoro non mi esaltava più di tanto.

Resta allora salda la certezza di Londra e resta salda sostanzialmente per 3 motivi: pratica della lingua, espandere il proprio network ed esplorare nuovi orizzonti, sia ottica personale che professionale.

Mi guardavo intorno, cercando di capire che tipo di opportunità mi si potesse presentare. Sentii il CEO di AREEA, startup con cui lavoravo nel 2015 quando Jacopo mi ci aveva coinvolto: il loro progetto era ancora in fase di beta, gli dissi di Londra e lui mi propose un’assunzione.

Accettai!

Riccardo Russo durante una sessione di lavoro

Quali sono diventati i tuoi tool di Digital Marketing preferiti che hai scoperto a Londra?

In primis SalesManago, strumento super interessante che permette di implementare in modo semplice i processi aziendali relativi all’Inbound Marketing e che ti aiuta a:

  • Gestire campagne di advertising che attraggono utenti sul tuo sito web;
  • Convertire in modo efficace visitatori sconosciuti in lead qualificati;
  • Attiva determinati processi di marketing automation;
  • Implementazione di strategie di customer relationship managament.

A Londra sono diventato sempre più un Evernote-addicted. Molti di voi sicuramente lo conosceranno già: è un tool che si presenta così: “Get organized. Work smarter. Remember everything.” Tool consigliatissimo per chi desidera essere un po’ più organizzato e produttivo e alla produttività non c’è mai fine.

Terzo e ultimo strumento: HotJar . Si tratta di un software complementare a Google Analytics. Ci permette di capire una serie di cose molto interessanti, ad esempio:

  • Perché i nostri utenti cliccano su elementi non cliccabili;
  • Fino a dove arrivano i nostri utenti nella fase di compilazione di un apposito form e quali sono quei campi che generano il maggior numero di abbandoni;
  • Che informazioni cercano all’interno del sito i nostri utenti;
  • Possiamo creare le cosiddette “Heatmaps” e registrare le intere sessioni di un utente sulla nostra piattaforma.

 

 

Cosa vorrebbe fare Riccardo in futuro? 

Imprenditore digitale a tutti gli effetti. Consulente strategico in marketing digitale e divulgatore della tecnologia blockchain e cryptocurrencies grazie a BlockchainHome, progetto che – insieme a Samuele, Filippo e Matteo – sta prendendo sempre più forma, giorno dopo giorno.

Queste sono i due punti fermi, che ho tanto a cuore e su cui cerco di investire costantemente tempo e risorse.

La cosa bella di questo meraviglioso ecosistema dell’innovazione è che tutto corre alla velocità della luce, è tutto in divenire; prima era social media marketing e creazione di siti web, poi digital trasformation, adesso blockchain. E chissà cosa vedrò e farò nei prossimi anni.

Questa dinamicità mi riempie di curiosità e di stimoli.

Cosa consiglieresti ad un tuo coetaneo che deve prendere la sua “prima” decisione importante dopo il suo esame di maturità?

Gli suggerirei di guardare oltre, ampliare i propri orizzonti e capire da che parte il mercato del lavoro sta andando, ma sopratutto da che parte noi stiamo andando…

Il 65% degli studenti odierni si sta preparando a un lavoro che tra dieci anni non esisterà più.

Abbracciate le nuove tecnologie, coltivate le vostre passioni ed i vostri interessi, rischiate. Buttatevi nel fare cose nuove, esperienze, progetti.

Prendete carta e penna e buttate giù tutte le cose che amate fare. Cosa un domani può darvi delle buone prospettive lavorative? Cosa un domani può farmi svegliare la mattina col sorriso?

Sono stato fortunato perché ho coltivato la mia passione e sono riuscito a trasformare quest’ultima in lavoro. Provate a fare lo stesso. Ne varrà la pena.

E non accontentatevi, mai.

Riccardo con il suo nuovo direttore Mircea Burjacovschi

Sono un Recruiter specializzato in Tech e Social Recruiting e amo lavorare nel settore della formazione. Insieme a Lacerba abbiamo costruito la prima Masterclass E-Learning sulla Ricerca Lavoro Online. Lavoro come Consulente per diverse aziende nel settore HR & Recruitment per lo sviluppo di strategie di Outbound Recruiting ma la felicità più grande è data dalla ricerca di storie di professionisti ed aziende che nel 2019 saranno in un unico libro. Soffro della sindrome di Wanderlust da circa 10 anni. Ci vediamo su LinkedIn!

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