La storia e il futuro di Vivi all’Estero, il blog ricerca lavoro per ragazzi italiani

Stefano Piergiovanni a Eazy Valencia

Quando abbiamo pensato di dare vita a Besourcer, avevamo un grande desiderio: poter intervistare professionisti legati al mondo del recruiting e del digitale che, dopo il loro esame di maturità, mai avrebbero pensato di poter fare, un giorno, un lavoro del genere.

Ecco perché, in ogni intervista, trovate sempre la stessa domanda. Nessuno di loro aveva la più pallida idea di costruire quello che poi il mondo è riuscito ad ammirare.

Tra tutte le storie che cerchiamo di condividere con ognuno di voi, ce n’è una che ho avuto modo di incontrare 5 anni fa su Facebook, quando i gruppi erano dei veri e propri forum di discussione.

Questa è la storia di Vivi all’ Estero, creata da Stefano Piergiovanni nel 2009. Grazie ad un viaggio, Stefano ha capito che quello che stava facendo e vivendo come esperienza all’estero doveva essere condiviso con altre persone.

Su Instagram? No, la sua idea era quella di aiutare altri ragazzi a trovare opportunità di lavoro all’estero attraverso un blog di sole offerte cercate da lui stesso.

Dal 2010 in poi, Stefano ha continuato a pubblicare mediamente 10 offerte al giorno e molti ragazzi italiani hanno trovato lavoro grazie alla sua grandissime doti di ricerca.

L’aspetto più intrigante di Vivi all’Estero è che non trovate offerte lavoro per lavori digitali ma per lavori di gli altri tipi di settori, dal gelataio fino al Customer Service.

Besourcer, essendo una piattaforma di ricercatori, non poteva davvero perdersi questa storia e sopratutto quello che accadrà in futuro a Vivi all’ Estero.

P.S. Siete mai stati a Valencia?

Stefano Piergiovanni con un gruppo di bimbi in uno dei suoi viaggi in Africa
Stefano Piergiovanni con un gruppo di bimbi in uno dei suoi viaggi in Africa

 

1) Chi era Stefano Piergiovanni a 18 anni subito dopo il suo esame di maturità e quali sogni nel cassetto aveva?

Ero un ragazzo con le idee poco chiare: non sapevo cosa avrei potuto fare e, cosa ben più importante, non sapevo nemmeno cosa mi piaceva fare. L’unica mia certezza era la voglia di viaggiare, ma ancora non avevo capito come metterla in pratica.

2) Prima di arrivare a creare viviallestero.com c’è stato un percorso personale e di carriera che ti sei creato facendoti guidare molto dalle tue esperienze di viaggio. Puoi raccontarci com’è nato tutto?

Stefano Piergiovanni con due giovani in cerca di un lavoro all'estero
Stefano Piergiovanni con due giovani in cerca di un lavoro all’estero

 

La prima esperienza lavorativa è stato in Messico. Come molti ragazzi sui 23-24 anni, ho vissuto un’esperienza da animatore turistico.

Successivamente, decisi di andare a Tenerife per imparare la lingua spagnola.

 

L’ esperienza alle Canarie mi è servita per capire che senza laurea non avrei mai potuto fare carriera nei settori che più mi interessavano: viaggi ed economia.

Dopo aver conseguito la laurea in Economia del Turismo, mi sono trasferito in Irlanda dove è iniziata la mia vera carriera all’estero e che mi ha portato poi a creare viviallestero.com.

3) Quando hai capito di voler dare vita a Vivi all’Estero e qual è stato il suo percorso di crescita prima di diventare il tuo unico lavoro?

Sembra una scena da film, ma è veramente successo così. Una notte, mentre stavo dormendo, mi sono svegliato con un’idea (che successivamente si sarebbe trasformata in Viviallestero.com). Accesi il PC e acquistai alcuni domini e dalla mattina successiva cominciai a pensare come poter trasformare quell’idea notturna in progetto.

 

4) Hai creato un portale con +250.000 membri interessati alla ricerca di nuove offerte di lavoro all’estero. Secondo l’ultimo rapporto di Migrantes, pubblicato ad Ottobre 2017, sono 5 milioni i giovani italiani under 35 che vivono all’estero: +124.000 solo nell’ultimo anno.

Perché, secondo te, i ragazzi continuano a preferire l’estero all’Italia?

Le motivazioni principali sono due: una positiva e una molto meno. Quella positiva è quella della crescita personale e professionale. Il mondo è sempre più globalizzato e un’esperienza all’estero è alla base del nostro futuro.

Imparare o migliorare un’altra lingua, conoscere nuove culture, imparare nuove skill internazionali devono spingere i ragazzi a fare esperienze all’estero. Per quanto riguarda invece la motivazione non positiva c’è sempre il fatto che in Italia è veramente difficile trovare un lavoro dove poter ricevere un buon trattamento economico e personale.

La maggior parte dei ragazzi che mi contattano non sono disoccupati, ma sono persone che hanno un lavoro che non gli consente di arrivare a fine mese o non gli permettono di vivere una vita serena, nemmeno durante l’orario lavorativo.

 

 

5) Ricevi di media 150 CV al giorno: cosa sbagliano ancora i ragazzi italiani nella ricerca lavoro all’estero?

Purtroppo la maggior parte dei CV che ricevo non sono presentabili. In molti di questi si nota che il candidato non ha prestato alcuna attenzione al file che stava compilando. Impostazioni grafiche pessime, errori ortografici, gravi errori grammaticali e informazioni mancanti. Inoltre, in molti casi, dopo aver letto lunghissimi CV, non si capisce bene cosa il candidato ha fatto e sa fare. In pochi riescono a redigere un CV breve ed esaustivo.

 

 

6) Quali sono, secondo i tuoi dati, i paesi internazionali che più offrono opportunità di lavoro all’estero?

Senza ombra di dubbio i paesi che offrono più opportunità al giorno d’oggi sono:
• la Germania, se si possiede un buon livello di tedesco
• l’Australia, anche se purtroppo c’è il grande ostacolo del visto
• l’Irlanda, anche se bisogna trovarsi sul posto e bisogna avere un buon livello di inglese per poter ambire a una buona posizione lavorativa
• la Polonia, ottima soprattutto per chi cerca lavoro dall’Italia

7) Quale sarà il futuro di Vivi all’Estero?

Aiutare sempre più italiani a trovare un’opportunità lavorativa e far capire agli italiani che all’estero non si va per “scappare” dall’Italia, ma per migliorarsi e per crescere in tutti i sensi.

8) Stefano, alla fine di ogni intervista abbiamo una domanda di rito, utile per tutti i lettori di Besourcer: cosa consiglieresti a un ragazzo italiano che ha appena terminato il suo percorso di studi?

Di viaggiare da solo, incontrare persone di tutto il mondo, trovare dei lavoretti mentre soggiorna in ostelli. Questa esperienza sarà quella che gli “salverà” il futuro, molto più di tanti corsi.

Viaggiate e capite chi siete: come fate a costruirvi un futuro se non sapete nemmeno “chi siete”?

Stefano Piergiovanni a Eazy Valencia
Stefano Piergiovanni con il team di Eazy Valencia

Sono un Recruiter specializzato in Tech e Social Recruiting e amo lavorare nel settore della formazione. Insieme a Lacerba abbiamo costruito la prima Masterclass E-Learning sulla Ricerca Lavoro Online. Lavoro come Consulente per diverse aziende nel settore HR & Recruitment per lo sviluppo di strategie di Outbound Recruiting ma la felicità più grande è data dalla ricerca di storie di professionisti ed aziende che nel 2019 saranno in un unico libro. Soffro della sindrome di Wanderlust da circa 10 anni. Ci vediamo su LinkedIn!

Potrebbero interessarti

Dalla perdita della propria casa a Fintastico, bus...   La prima regola che ho imparato sulla pubblicazione di un'intervista è stata quella di inserire una presentazione che ogni volta deve riassu...
Perché un’idea vale molto di più di un CV gr... Piccola premessa: JustKnock è nato qualche settimana prima di questo articolo di Mashable: segno del destino. Tale articolo, scritto da Jillian Ku...
PostPickr, la nostra sfida contro il tempo Questa intervista nasce da una domanda molto semplice:"Cosa significa creare un'impresa digitale in Italia quando non hai più 35 anni?" Una domanda...
Il viaggio di Raffaele Gaito, destinazione Growth ... Possiamo viaggiare anche restando fermi? No, non pensate al classico viaggio fatto di aeroporti, musei e luoghi da visitare. Se oggi abbiamo la gr...