6 Tecniche per affrontare (e superare) un colloquio di lavoro

Nella vita di ognuno di noi, spesso siamo chiamati a valutare una persona in pochi minuti.

Sarà capitato anche a te: indipendentemente dal tipo di valutazione – caratteriale, professionale – e dallo scopo per cui lo hai fatto (dovevi avviare una partnership con qualcuno oppure eri semplicemente interessato a una persona), ci sono stati momenti nei quali hai dovuto valutare una persona e, forse, selezionarla a discapito di un’altra.

Grazie a quelle esperienze, hai conosciuto aspetti importanti delle persone incontrate che, altrimenti, non avresti scoperto.

Ora, pensa alla vita dei recruiter: sono chiamati, ogni giorno, a fornire una valutazione il più possibile coerente e lucida sulle caratteristiche personali e professionali di decine di persone, attraverso una relazione di pochi minuti, instaurata sia di persona che online, come avviene sempre più spesso.

Pensa come un recruiter

Ovvio, sono necessarie diverse conoscenze e competenze (psicologiche e tecniche) per poter valutare una persona dopo pochi minuti ma – se ci pensi bene – anche tu sei un recruiter: lo sei quando, per esempio, devi scegliere un elettricista piuttosto che un altro o quando scegli un fornitore fra tanti che propongono lo stesso prodotto.

In entrambi i casi, ti comporti come un vero recruiter.

È questo che devi fare quando devi affrontare un colloquio di lavoro: pensare come un recruiter.

Parti dalla qualità

Ma come fa un recruiter a valutare le tue capacità?

Come fa a capire se sei in grado o meno di portare ottimi risultati all’interno di un’azienda?

Per rispondere a tali domande, il recruiter lavora su uno dei concetti più importanti del’attività di selezione del personale: la qualità.

Durante il colloquio con te, il recruiter utilizzerà strumenti oggettivi di valutazione per verificare se possiedi le conoscenze richieste per svolgere il tipo di lavoro offerto.

Questa valutazione precede tutte le altre, soprattutto quelle di tipo motivazionale (utili a verificare quanto motivato tu sia, quanta voglia mostri di far parte di un’azienda), poiché evita al recruiter di commettere il grosso errore di selezionare una persona fortemente motivata ma che va formata, con il rischio che tale risorsa si trasformi in un costo non sostenibile per la azienda.

Prima di continuare a leggere l’articolo, ascoltate i preziosi consigli di Jason Shen, founder di Headlight, una importante piattaforma di recruiting che aiuta migliaia di aziende a trovare i migliori candidati possibili per il tipo di lavoro offerto.

Applicare il concetto di qualità per ottenere un colloquio

Quando trovi un annuncio di lavoro a cui vuoi rispondere, la prima cosa che devi fare è partire dall’analisi delle competenze specifiche richieste. Dovrai utilizzare il concetto di qualità per analizzare la corrispondenza o meno delle tue capacità con quanto richiesto dall’azienda che ha pubblicato l’annuncio a cui stai rispondendo.

Sembra una cosa scontata, ma in realtà sono tanti i curricula inviati senza analizzare a fondo quelle che sono le competenze richieste, con l’unico risultato che i cv in questione vengono aperti e scartati – nella migliore delle ipotesi – o nemmeno presi in considerazione.

3 obiettivi per una migliore ricerca di lavoro

Insomma, come avrai ben capito, il concetto di qualità diventa uno strumento oggettivo a tutti gli effetti, che ti aiuterà a raggiungere 3 obiettivi fondamentali per la ricerca di lavoro:

  • ottenere un colloquio di lavoro mirato (tu saprai perfettamente per quale tipo di lavoro ti stai candidando);
  • ottenere una valutazione positiva da parte del recruiter di turno (che ha modo di valutare, così, competenze specifiche per il tipo di lavoro offerto);
  • evitare di candidarti a un’offerta di lavoro che non risponde alle tue aspettative.

Tali obiettivi, oltre a farti guadagnare punti rispetto ad altri candidati, ti aiuteranno a risparmiare tempo prezioso, che potrai impiegare nella ricerca del lavoro su misura per te.

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Un mix di SEO, yoga, passeggiate sulla Murgia, pedalate urbane, gatti e heavy metal.
A 19 anni, tra stellette e alamari, accesi per la prima volta un computer: fu subito intesa.
Il primo incontro con PHP, HTML, CSS e WordPress avvenne qualche anno dopo.
Tra agenzie di comunicazione, blog personali e band metal varie, finisco per
appassionarmi a quel variegato mondo fatto di marketing, analisi e codice che è la SEO.

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